Škoda-SUV: finalmente è in arrivo quella di taglia media

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Dopo il successo della Kodiaq, arriva negli show-room Autovega la Nuova Karoq.

Nasce con tutti i numeri giusti per piacere, la Nuova Škoda KAROQ: quelli delle sue dimensioni (esterne ed
interne), quelli delle sue motorizzazioni e quelli relativi ai prezzi. Ma andiamo con ordine. Il nuovo atteso SUV Škoda di classe media, che molto contribuirà al consolidamento del Marchio (sia dal punto di vista della quota di mercato, sia nel senso di rafforzarne l’immagine), sta giusto a metà, per dimensioni esterne, fra la compatta ed apprezzata Yeti e l’imponente ma ben proporzionata Kodiaq. Con una lunghezza massima di 4,38 mt. ed una larghezza di 1,89 – la KAROQ s’inserisce in una fascia di mercato (assai ricca per l’offerta) in cui l’abitabilità è uno degli aspetti più importanti, dal punto di vista dei potenziali acquirenti. Proporzionata, elegante e… solida. Nello spazio interno, KAROQ primeggerà, capienza del vano porta-bagagli compresa: 521 litri che possono diventare 1.630 a sedili posteriori abbassati, o addirittura 1.810, asportandoli
del tutto, grazie al sistema Vario-Flex (opzionale). Questa abbondanza di centimetri cubi, peraltro, nulla sacrificano al design, eccezionalmente curato (vorrei dire ricercato, in alcuni particolari), che ispira due sensazioni prevalenti – decisamente importanti per i clienti-target italiani: solidità ed eleganza. Della KAROQ, certo non si potrà dire “Pratica sì; la linea, però…”. E veniamo ai motori. Sul nuovo SUV di Casa Škoda vedremo il meglio della produzione motoristica del Gruppo Volkswagen, di cui il Marchio ceco fa parte: il 1.0 TSI a benzina da 115 CV, regolare e silenzioso; il nuovo 1.5 TSI da 150 CV, con valori di coppia da… turbodiesel. Sul fronte del gasolio, si potrà scegliere fra tre propulsori Euro 6, da 1,6 e 2 litri, rispettivamente da 116, 150 e 190 CV, abbinabili – a seconda delle versioni – alla trazione integrale ed al cambio automatico a doppia frizione DSG. Tecnologia amica, sotto la pelle. Per inciso: con KAROQ abbiamo a che fare con un vero SUV, non con una simil-4×4: nelle versioni equipaggiate con la trazione integrale,
stabilità e feeling di guida sono sempre di eccellente livello, grazie a sistemi elettronici come la Modalità offroad ed il Dynamic Chassis Control, la cui azione combinata permette il funzionamento globalmente ottimizzato del veicolo, adattandolo costantemente alle differenti condizioni del terreno. Un capitolo a parte meriterebbero i sistemi di sicurezza, di assistenza alla guida e di infotainment, che consentiranno al guidatore ed ai passeggeri della KAROQ trasferimenti in auto eccezionalmente sicuri e comodi, anche dal punto di vista della connettività. Per il comfort, in particolare, citerei il Digital Cockpit, la nuova strumentazione digitale variamente configurabile, in base alle informazioni consultate, e lo SmartLink+, in grado d’assicurare un uso sicuro (e legittimo) del cellulare in auto, già apprezzato su altri modelli della gamma Škoda. Numeri giusti, quelli della KAROQ, infine, anche dal punto di vista dei prezzi, in linea con la convincente politica che, di consueto, il Marchio boemo applica nel suo listino. La KAROQ avrà prezzi competitivi, particolarmente interessanti nelle versioni che, con buona probabilità, saranno quelle più
richieste: la 1.0 TSI e la 1.6 TDI. Si partirà da circa 22 mila Euro, I.P.T. esclusa. Infine, dopo tanti numeri, una
data (stimata): il nuovo SUV Škoda farà la sua comparsa negli show-room Autovega prima del giorno di… Natale. La compatta Yeti: più che mai, ancora un‘ottima proposta. Per almeno tre buoni motivi: 1) i suoi
4,22 mt. di lunghezza massima, specialmente per quanti utilizzano l’auto soprattutto in ambito urbano; 2) dopo alcuni anni di continuo miglioramento ed affinamento di prodotto, oggi la Yeti (specialmente nell’allestimento Easy) vanta un rapporto qualità/prezzo ed un rapporto prezzo/dotazioni quasi ineguagliabile; 3) in terzo luogo: gli ultimi esemplari di Yeti aziendali e/o “a km zero” che ancora si possono trovare all’Autovega. Vale forse la pena di farci un pensierino.

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